Studi Biblici

Io perdono

Non punire qualcuno per un danno o un'offesa che ci ha arrecato, rinunciando alla vendetta e vincendo il risentimento la parola perdono deriva dal latino per-dono, un dono, un regalo, una grazia data volontariamente.

Dove la gente si evita, dove regna un pesante silenzio, dove per ogni piccolezza nasce una lite, dove l’amarezza impedisce di parlare e il rancore monopolizza i pensieri, c’è bisogno di un profondo processo di guarigione.

Il perdono è quel atto che necessita nelle nostre vite se vogliamo vivere in pace con noi stessi e con Dio.
Chi si rende colpevole nei confronti di una persona, diventa colpevole anche nei confronti del suo "proprietario", cioè di Dio creatore. Se vogliamo perdonare qualcuno con lo stesso atteggiamento di Dio non dobbiamo aspettare di provare prima dei particolari sentimenti di pietà, ma decidere volontariamente di esprimere il nostro perdono verso tale persona.


Perdonare non significa dimenticare

Dio afferma di non tenere più conto del peccato e di "gettarlo in fondo al mare", una volta che l’ha perdonato. Non c’è un passo della Bibbia che ci possa far pensare che Dio abbia dei vuoti di memoria e che dimentichi il peccato, perché ciò contraddirebbe la Sua onniscienza. Egli non tiene più conto del peccato, non lo considera più un nostro debito! In pratica ciò significa che egli rinuncia ad ogni risarcimento, alla vendetta e alla riparazione da parte nostra.

Molte persone, che vorrebbero perdonare, si lasciano scoraggiare dal fatto che, malgrado la loro disponibilità al perdono, rimane acceso il ricordo del torto subito. Fanno l’errore di pensare che il perdono sia valido soltanto quando tutto l’episodio è anche dimenticato. Perdonare significa decidere di rinunciare a qualsiasi risarcimento o vendetta e considerare il fatto chiuso per sempre.

Se malgrado ciò continuano a riemergere dei ricordi e si ripresentano dei sentimenti di amarezza e di rancore, ci si può e deve aggrappare a questi fatti: ho già perdonato, ho rinunciato coscientemente a ogni soddisfazione o vendetta, il fatto per me è concluso, anche se ancora lo ricordo e so esattamente quando e dove ho pronunciato il mio perdono per questo torto.

Dimenticare significherebbe far finta che non sia successo nulla di male e che un rapporto sia stato perfetto, privo di tensioni, malintesi e colpe. Il perdono invece parte dalla consapevolezza che c'è stato un peccato, una colpa, che qualcuno ha fallito e si è reso colpevole nei confronti di un altro. Il perdono non si fonda su un’illusione, ma su una realtà. Il ricordo di ferite e offese subite e poi perdonate, ci aiuta a sviluppare una sensibilità maggiore.


Come perdonare

Se qualcuno ci chiede di perdonarlo in modo aperto e sincero, è giusto che noi esprimiamo anche esplicitamente il nostro perdono. Se ciò non accade - per mancanza di convinzione o di discernimento - dobbiamo esprimere interiormente il nostro perdono verso chi ci ha ferito. Una dichiarazione diretta del perdono potrebbe provocare la reazione: "Tu non devi perdonarmi nulla, visto che sono nel giusto…".

Può essere necessario che un credente preghi Dio con costanza per ricevere la saggezza di riconoscere se nel suo cuore c’è ancora dell’inconciliabilità (Giacomo 1:5).

Nel caso di una simile "pulizia generale", può essere utile fare una lista di tutti gli episodi e le situazioni che suscitano ancora in noi amarezza e rancore.

Possiamo per esempio scrivere:

  • punizione ingiusta da parte di mia madre
  • insensibilità da parte di mio padre
  • sferzante disprezzo da parte del mio insegnante ecc.

In seguito possiamo pronunciare il nostro perdono per ognuno di questi punti con piena consapevolezza. Se in seguito si ripresenteranno dei ricordi che provocano delle difficoltà, potremo appoggiarci fermamente al fatto che tutti questi punti sono già stati chiariti tramite il perdono e potremo quindi rifiutarci di aspettare una qualsiasi forma di risarcimento o rivalsa per essi.

Supponiamo che una persona abbia commesso una colpa nei nostri confronti, ci abbia feriti o offesi noi dobbiamo perdonare per primi così facendo risolviamo il nostro problema e il rancore e l'odio non possono piantare le loro radici nel nostro cuore. Il problema di chi è nel torto naturalmente non viene risolto tramite il nostro perdono! Solo quando egli riconoscerà il suo errore, chiederà scusa e chiarirà la situazione, potrà anche usufruire del perdono che noi gli abbiamo offerto: solo in questo modo potrà esserci una riconciliazione.


A cosa bisogna stare attenti quando si perdona

Perdonare significa: non tornarci più sopra, non parlarne più, cancellarlo, metterlo da parte. Perciò perdonare significa anche saper tacere, non soltanto con altre persone (a questo proposito è importante ricordare che parlare delle colpe di una persona con terzi non è altro che un sottile atto di vendetta!), ma anche con la persona coinvolta. In pratica ciò significa che non nominerò mai più l’errore del mio prossimo. Chi rinfaccia al prossimo la sua colpa in una determinata occasione o ci torna su in qualche modo, vive in un atteggiamento di inconciliabilità e tale atteggiamento viene giudicato da Dio un peccato che produce gravi conseguenze.

Quando perdonate dovete anche sapere cosa perdonate. È molto doloroso per il nostro prossimo scoprire che "Sì, ti perdono" è diventato un semplice modo di dire, privo di contenuto, e che non si riferisce a nessuna colpa concreta. C'è bisogno di una buona dose di onestà. Se uno si sente sollevato dopo un colloquio chiarificatore, solo perché l’altro ha riconosciuto di avere una responsabilità maggiore della sua, questo non ha nulla a che vedere con il discernimento e il perdono biblico.

Il perdono e la riconciliazione non devono in nessun caso essere considerati un merito. Non è un'opera di cui si possa andare fieri, perché è solo in base al perdono che io stesso ho ricevuto da Dio che posso perdonare il mio prossimo. È poi solo in base allo stesso perdono che posso chiedere al mio prossimo di perdonarmi


Perdono e riconciliazione

Dovrebbe ormai essere chiaro che il perdono e la riconciliazione sono due aspetti distinti. Il perdono può aver luogo da parte mia in ogni circostanza, e sono tenuto a praticarlo. Posso essere disponibile a perdonare a prescindere dall’atteggiamento di chi mi sta di fronte. La riconciliazione invece è possibile soltanto quando l’altro accetta il mio perdono.

Dio ci offre il perdono; Gesù ha compiuto tutto quello che era necessario per poterlo fare, ha pagato per tutte le colpe, ma questo perdono non si realizza "automaticamente" nella vita di ogni persona. È necessario che abbia luogo una riconciliazione con Dio e questa avviene soltanto quando accetto personalmente il perdono che egli mi offre.

Può succedere che io perdoni interiormente chi mi sta di fronte, mentre questi insiste nel suo peccato contro di me. Posso quindi rinunciare a vendicarmi e a procurarmi soddisfazione, ma non posso comportarmi come se fosse avvenuta anche una riconciliazione. La riconciliazione non può aver luogo prima che l'altro riconosca la sua colpa e si penta. La mancanza di riconciliazione non deve d'altra parte comportare un rifiuto da parte mia a perdonare. Io devo perdonare, questa è la mia responsabilità. La riconciliazione invece avviene quando il colpevole accetta il mio perdono e questa è la sua responsabilità non la mia.


L'esempio perfetto

Se vogliamo saziarci dei frutti del perdono biblico e sperimentare questo dono divino e le sue conseguenze incoraggianti e liberatorie, dobbiamo prima di tutto capire cosa esso comporti.

La Bibbia ci fornisce delle indicazioni precise: "Siate invece gli uni verso gli altri benigni, misericordiosi, perdonandovi a vicenda, come anche Dio vi ha perdonati in Cristo" (Efesini 4:32). Una volta che abbiamo capito come Dio ci ha perdonati in Cristo, possiamo imparare a praticare il perdono biblico seguendo l’esempio perfetto che ci viene fornito da Lui.

Come possiamo acquistare la capacità di perdono così come ce la insegna Dio? Esaminiamo i principi che troviamo nella Parola di Dio. "Sopportatevi gli uni gli altri e perdonatevi a vicenda, se uno ha di che dolersi d’un altro. Come il Signore vi ha perdonati, così fate anche voi" (Colossesi 3:13).

 

EM